Siracusa era più bella di Atene

Siracusa era più bella di Atene

Mostra di pittura di Salvatore Accolla
Atelier Artigia, via Resalibera n. 12

dalle 9.00 alle 19.00

 

 

Siracusa festeggia un grande artista.
Siracusa riconosce finalmente e con tutti gli onori l’artista Salvatore Accolla, pittore e poeta dotato di grande talento, che viene ritenuto, per biografia e per capacità espressiva, uno di quegli artisti autodidatti non asserviti al sistema ufficiale dell’arte, liberi nella vita come nella ricerca espressiva, studiati e riconosciuti all’interno della grande e variegata famiglia degli artisti outsider.

 

Salvatore Accolla nasce nel 1946 a Siracusa da una famiglia di pescatori e inizia a dipingere proprio quel mondo che lo circonda, con uno stile naif. Tratti certi e spessi, colori robusti. Invece, il suo temperamento è fragile, un sensibilità incline alla malinconia. La vita lo piega presto, con una delusione sentimentale che lo estranea dalla vita e lo costringe a passare vent’anni dentro a un ospedale psichiatrico. Ne esce trasformato sia nel fisico che nell’animo e si trasferisce in una via di Ortigia, la parte più antica di Siracusa, dove tenta di far conoscere la sua arte. L’epilogo sembra essere annunciato, come un copione già visto. Artisti poveri che hanno perso la ragione e il pranzo ce ne sono sempre stati e questa storia avrebbe potuto finire come tante altre, in qualche angolo del ricordo di qualcuno, se un giornalista  non ci si fosse imbattuto e avesse deciso che valeva la pena raccontarla.
Il pezzo viene pubblicato  e la vita di un uomo diventa patrimonio di tutti e, tra gli altri, di Benedetto Speranza, giovane imprenditore siracusano che, ancor prima della pubblicazione, aveva deciso di sostenere lo sfortunato artista e di preservarne la produzione. A leggere l’articolo è anche Daniela Rosi, critico d’arte veronese, che si reca in Sicilia per conoscere l’artista e le sue opere, ne rimane colpita e lo inserisce nel suo catalogo.

Certe volte basta rallentare, per sapere ciò che succede a breve distanza da noi, per scambiare semplicemente due parole che potrebbero innestare una serie di eventi positivi.

 

 

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