RIFLESSIONI D’OBBLIGO SU DENARO ARABO E SU VIA DELLA SETA

IMG_2889Per un attimo non parliamo di elezioni e rivolgiamoci  alla intellighenzia del Paese per ottenere lumi  su una rivoluzione che sta accadendo sotto i nostri occhi e di cui non ci  accorgiamo.

Sono piccoli segnali che  debbono farci pensare.

Partiamo dalla grandi squadre di calcio italiane ed europee che sono diventate  di proprietà di  arabi e di cinesi. ( Santa Juve che resta in mano a un italiano ).

Po ci sono gli investimenti massicci  in Italia degli arabi del  Golfo Persico: costruiscono grattacieli, comprano fabbriche ,diventano azionisti delle nostre industrie .

In ultimo una intellighenzia europea ha l’obbligo di  intuire la portata e gli effetti della “via della seta” progettata da quella grande potenza mondiale che è diventata la Cina.

Non sono pochi gli osservatori internazionali che prevedono  un declino del ruolo che ha svolto  nel mondo l’America che è stata la indiscussa protagonista del secolo scorso.

Il suo enorme debito pubblico, tre milioni di disoccupati dovuti  a fabbriche che debbono chiudere perché non hanno retto alla concorrenza cinese,la contraddittorietà della politica dell’attuale suo presidente sono tutti elementi che fanno pensare che gli Stati Uniti d’America si sono avviati a quella strada del tramonto che nella seconda metà del secolo scorso ha vissuto il Regno Unito,che da potenza mondiale si è ridotta a potenza regionale.

La via della seta significa  estendere l’invasione che ha già attuato la Cina in buona parte dell’Africa per poi estenderla all’Europa.

In cinquanta anni la Cina sotto un regime privatistico-autoritario ha compiuto un balzo impensabile e si avvia ad assumere una leaderschip mondiale prendendo il posto dell’America.

La settimana scorsa per la prima volta nella sua storia l’Unione Europea  retta da burocrati ha avuto una visione politica della realtà : sembrerebbe che abbia imposto  dei dazi doganali    alla merce che arriva dalla Cina.

Il confronto fra Europa con  Cina e con Paesi Arabi  e’ confronto  di civiltà: l’Europa che ha  una sua cultura cristiana, checchè  ne vogliano dire i pensatori della civiltà dei lumi;  dalla seconda guerra mondiale in poi ha puntato sul welfaire, ha fatto la scelta a monte di  assistere il cittadino dalla nascita alla morte .In altre parole l’Europa  ha messo al centro della sua visione politica l’uomo.

Le garanzie per il lavoratore e per il più povero sono diventati assi portanti  della coscienza politica dei governanti dei paesi europei.

Se per esempio l’Italia  non avesse istituito il servizio sanitario nazionale, a quest’ora con le somme impiegate per ospedali e medicine ,probabilmente non avrebbe  il debito  pubblico che ci troviamo  sulle spalle.

La Cina dà ai suoi operai salari di sussistenza, e se lo sogna di porre la sanità quale  asse della sua politica interna.

I Paesi del Golfo Arabo hanno la concezione – uso un termine forte – schiavista della donna;  solo la settimana scorsa la donna saudita ha avuto riconosciuto il diritto di guidare un’automobile!

La donna e’ un oggetto per il piacere dell’uomo, e l’uomo ne può disporre a suo piacimento.

Sono  civiltà diverse; da qui la necessità di meditare sugli effetti economici e sociali della via della seta in Europa e della invasione di capitali arabi di cui  assistiamo.

Occorre una profonda riflessione : l’invasione di capitali arabi e la via della seta sono due fenomeni che se lasciati liberi di affermarsi porterebbero conseguenze gravissime sul campo sociale e su quello economico.

Da qui l’obbligo della intellighenzia del Paese di non rinchiudersi  in una superba solitudine , ma di dare spunti di riflessione a tutti incominciando dai professori di italiano e filosofia delle nostre scuole perché le travisino ai loro studenti. Titta Rizza

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