PER UN PRESULE IN TRASFERTA – Osservazione dell’Avv.Rizza

IMG_2889Per le feste dei nostri santi Patroni,per dare maggior lustro al nostro santo protettore e’ da sempre invalso la bella usanza di invitare un presule di una zona vicina o addirittura un alto prelato ,a volte un altissimo prelato della nostra santa Chiesa per celebrare la Messa clou della festa con relativo panegirico del Festeggiato Santo Patrono. Tre anni or sono il Rettore del nostro Santuario ebbe il coraggio di porgere invito addirittura al Segretario di Stato della Città del Vaticano per celebrare il Pontificale per la festa della Madonnina. Lo stesso accettò l’invito e venne a Siracusa sicuramente per un atto di devozione alla Madre di Dio,ma anche forse – questa e’ una mio malizioso malpensiero di cui debbo andare a confessarmi – perché oramai era scaduto e quindi senza poter avvalersi d’una legge Fornero dello Stato Pontificio era in dichiarato prepensionamento. Vengono questi illustri prelati, e io non so se è il nostro Arcivescovo o Pucci Piccione ad ottenere l’adesione di nomi importantissimi della Prelatura Italiana ed anche estera; vengono il loro nome lo mettiamo in cartellone ed i giornali nel preannunziarne la cattura di un tal personaggio ne danno forte evidenza. Vengono, si paludano con gli abiti più preziosi della nostra chiesa locale e poi a noi fedeli che accorriamo a sentire la loro parola cosa ci lasciano ? Questo e’ il punto cosa ci danno oltre l’onore della loro presenza? Ci lasciano dei grandi e non brevi sermoni che leggono in chiesa nel corso del loro Pontificale. Ad ascoltare c’è tutto il popolo di Dio che è li’ in cattedrale,anche quella parte di popolo che non va mai in chiesa ma che ci va per Santa Lucia,perché Santa Lucia e’ una cosa nostra ,una cosa del nostro cuore e’ una nostra figlia,e’ una nostra sorella cui ci rivolgiamo nei momenti del bisogno quando ci rendiamo conto che abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore per vincere una sofferenza,un dolore, una malattia di una persona a noi carissima ed allora per istinto cerchiamo la nostra Lucia. Andiamo lì e ci aspettiamo un discorso che ci apra il cuore ,che ci dica dell’amore immenso di Dio padre, ci dica dell’amore fino al martirio di Santa Lucia, ci ricordi il rapporto privilegiato che c’è ,ed e’ sacrosantemente vero, fra i siracusani di ogni tempo e la siracusana Vergine e Martire Lucia. Tante volte questi presuli non si rendono conto del clima che c’è in chiesa,di quello che hanno di bisogno i fedeli in quel determinato momento della loro vita e sprecano l’occasione per riscaldarci il cuore, per dirci dell’immenso amore del Padre, per ricordarci della sua infinita misericordia . CI in indottrinano invece :vengono con un discorso pulito senza spazi per il cuore, un discorso che leggono perché deve essere limato in ogni suo passaggio ,un discorso talmente dotto da poter essere immediatamente riportato in un testo di teologia. A volte sospetto – ed è altro malpensiero di cui debbo confessarmi – che il sermone viene preparato da uno dei segretari del presule,il quale poverino deve preparare un testo ineccepibile senza sbavature e che del santo da onorare fa breve cenno storico senza addentrarsi nel rapporto d’amore fra santo Patrono e suoi fedeli. Meno male che poi sopperisce il nostro Arcivescovo quando ci parla dal suo balcone di Piazza Duomo con la statua di Santa Lucia posta proprio difronte a lui che può toccarla. Ci parla al nostro cuore, e ci indica le cose concrete che vanno fatte e quelle che non vanno fatte,il tutto sempre nel nome dell’amore del Signore; senza teologia solo col cuore in mano. Titta Rizza

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