LA NOSTRA FACOLTA’ DI ARCHIETETTURA E’ ORO CHE NON SAPPIAMO SFRUTTARE

LA NOSTRA FACOLTA’ DI ARCHIETETTURA E’ ORO CHE NON SAPPIAMO SFRUTTARE

interno2_large A volte uno ha l’oro nelle mani e non se ne accorge; questo è  un vecchio detto, frutto di sapienza antica che si adatta al caso di cui scrivo.Noi siracusani abbiamo la fortuna di avere una facoltà di architettura ma per la classe  politica, tutta intera  senza esclusione alcuna,e purtroppo anche per  quella imprenditoriale, e’ tamquam non esset,come se non ci fosse.Eppure questa nostra  facoltà e’ retta da un preside molto titolato ed ha professori che  pubblicano su riviste  molto severe nel dare ospitalità agli scrittori.Da che mondo e’ mondo,questi illustri cattedratici sfruttano i loro assistenti  imponendo loro studi e ricerche  che poi utilizzeranno per le loro pubblicazioni; e quando gli assistenti stanno per scoppiare usano l’arma della tesi di laurea: ai laureandi più meritevoli assegnano tesi  cui attingeranno a piene mani per i loro fini scientifici.Fatta questa premessa, i nostri consiglieri comunali, ma anche col buon esempio del loro sindaco,hanno snobbato questa nostra  facoltà di architettura.Ma del resto  che bisogno  hanno di  rivolgersi  ad urbanisti? Sopperisce la loro vasta cultura.Ed hanno ragione; ad eccezione dell’architetto Pappalardo, dell’avv.Tota e del giovane laureando in legge Tony Bonafede ,tutti gli altri sono uomini di eccezionale cultura che prescinde   dal pezzo di carta che hanno i tre titolati  colleghi: loro si sono consumati gli occhi a leggere testi su ogni materia di cui si occupano in Consiglio Comunale e specialmente  nelle commissioni consiliari dove  nascono profonde e dotte discussioni attestate dal numero delle sedute in cui discettano anche di filosofia del sapere.Andiamo al dunque: e’ sotto gli occhi di tutti che Ortigia e la zona umbertina stanno scoppiando: urge un grande posteggio.

Il problema e’  dove farlo.Qui dovrebbe sopperire la nostra facoltà universitaria; abbiamo l’oro nella mani e non  lo spendiamo.Abbiamo bisogno di idee, se farlo sotterraneo ( ma c’è la sovrintendenza pronta a bloccare ogni  scavo al ritrovamento di una pietra antica);se  farlo sul mare con dei pontili mobili, o  se sventrare  vecchi immobili di poco o di nessun pregio ?Tante ipotesi: basterebbe assegnare su questo tema delle tesi a giovani laureandi ed avremmo la freschezza e genuinità di idee di nostri  ragazzi su cui potremmo e  dovremmo attingere a pieni mani.  Per non parlare della zona di Santa Lucia  così adiacente al nostro  Santuario;cosa dobbiamo fare per far decollare un turismo religioso che  sia espressione di amore per la nostra  Madonna delle lacrime ma che sia anche  strumento di ricchezza e di lavoro.Guardiamo per un attimo ai tre milioni l’anno di pellegrini che vanno a Mejugory , e ai milioni di uomini e donne imploranti  che vano da padre Pio: queste persone in qualche posto pur  debbono mangiare e  dormire.Anche il turismo religioso e’ un’industria ,materia  che non viene insegnata  in Seminario ed allora devono supplire i nostri urbanisti che studiano a piazza Castello Maniace; i nostri Consiglieri Comunali sono  a  piazza Duomo e mai  hanno avuto l’umiltà di fare duecento metri per  andare a chiedere aiuto a chi studia urbanistica.Ma ancora perché non richiedere al Preside di Architettura  di assegnare tesi sul recupero sociale ed urbanistico di Mazzarona?Un dialogo fra classe politica e categoria universitaria deve pur incominciare  :io propongo di  iniziare con due tre o  borse di studio l’anno di una certa consistenza   per tesi di laurea   con tematiche su  Siracusa; poi una più stretta collaborazione avverrà da sola ,per caduta; basta conoscersi e riconoscersi.Per il relativo bando abbiamo a portata di mano un gran bel consulente che non ci costerebbe un solo centesimo  ,Salvo Baio quello che ha  portato l’Università  a Siracusa.In qualche modo l’oro che abbiamo nelle mani dobbiamo saperlo sfruttare.

Titta Rizza

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