Il periodo delle festività natalizie può essere un’occasione per un percorso spirituale di scoperta del nostro territorio

indexSi può sperimentare una visita meno consueta del solito soltanto recandosi presso la cittadina di Lentini, alla scoperta dei luoghi nascosti nelle cripte dell’ex Cattedrale in piazza Duomo e si possono osservare pezzi di storia, che rivivono perché posti in luce e inseriti in un percorso di rivalutazione storico-culturale-religiosa della cittadina. Era una pratica diffusa nel Regno delle Due Sicilie dal XVI al XIX secolo, per cui si effettuava la preservazione dei corpi attraverso la mummificazione e la scheletrizzazione. I due trattamenti si effettuavano nelle cripte sotterranee, collocate sotto la pavimentazione delle Chiese o dei Conventi per privare il corpo dei defunti delle parti putrescibili. Nel processo di mummificazione, il corpo veniva collocato in un colatoio orizzontale per fare essiccare, in modo rapido, i tessuti e anche per mezzo di particolari condizioni climatiche e ambientali. Successivamente, il corpo veniva rivestito ed esposto. Nella scheletrizzazione il corpo veniva deposto in luoghi provvisori, in posizione seduta, su sedili colatoi in muratura o ricavati direttamente nella roccia e dotati di un foro centrale per il deflusso dei liquidi in decomposizione. Dopo la putrefazione, le ossa venivano lavate e sepolte nell’ossario in prossimità delle cripte. Questi ambienti vennero chiamati pudritarium, luoghi di putrefazione per purificare le ossa dalle carni in disfacimento. Tale processo si attuava sino alla completa liberazione delle ossa, simbolo di purezza, che si poteva assimilare agli stadi di purificazione che l’anima del defunto deve compiere nel suo percorso verso l’eternità con l’ausilio delle preghiere e dei suffragi dei vivi. La cripta dell’ex Cattedrale di Lentini è visibile ed è annoverata tra quelle che attualmente sono censite in Sicilia. La Chiesa Madre di Santa Maria la Cava e Sant’Alfio è un luogo ricco di storia e di bellissime opera d’arte che, insieme al pudridarium, costituiscono un gioiello tra i vari possibili percorsi di conoscenza del territorio lentinese.

Maria Luisa Vanacore

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